BEER BANG – La Birroteca di Macerata

BEER BANG, Via Francesco Crispi 41. Il nostro arrivo ha del surreale: nel tempio maceratese della birra artigianale siamo accolti dalle note e dalle parole di “A caccia di Peroni”, che risuona nella playlist preparata da Andrea Di Basilico, il gestore del locale. Andrea da Miano (Teramo) ci racconta come è nato il progetto e cosa significa spillare un certo tipo di birra a Macerata. Poi la parola passa a Danilo Girotti e Alessandro Lambertucci, suoi giovani “maceratissimi” collaboratori.

Allora Andrea, come è nato l’amore per il luppolo? Quasi per sbaglio. Non bevevo birra, conoscevo solo quella industriale, che ti spaccava lo stomaco e la testa. Poi una sera di una decina di anni fa a Roma siamo entrati in uno di quei classici posti in cui trovi ogni tipo di birra e tra queste c’era la Punk Ipa. Mi si è aperto un mondo! Ho iniziato un percorso, che si è fatto in discesa grazie al territorio da cui provengo: la provincia di Teramo si è aperta prima di altre alle birre artigianali, grazie a quello che è il movimento del birrifico Opperbacco. Poprio Opperbacco mi ha introdotto al Festival delle birre artigianali di Castellalto, la mia bibbia.

Ultimamente alcuni sostengono che quella della birra artigianale sia una bolla destinata ad implodere, avverti anche tu questo rischio? Penso tutt’altro. Quello che sta facendo l’industriale è correre ai ripari, ci hanno propinato pessime lavorazioni lager per anni, ora mescolano cose improbabili, per dare una parvenza artigianale ai loro prodotti. È l’industiale che segue, non avendo raggiunto i livelli dell’artigianale … In Italia per qualità ci stiamo avvicinando a Belgio e Germania, in ogni festival internazionale c’è una birra italiana premiata. Il nuovo fenomeno sono le acquisizioni delle grandi distribuzioni di piccolo birrifici: quando non arrivano a copiare, acquistano.

Come selezioni le tue birre alla spina? Proponiamo 8 birre + 1 sulla pompa inglese: il roster delle birre che alterniamo cerca di coprire piu stili possibili, abbiamo sempre una bianca, una rossa, una graduta amara, una dolce, uno stout e dal primo giorno di apertura c’è sempre una birra acida.

Avete anche una selezione di birre in bottiglia, sono molto richieste? Si, anche perché sono in continuo movimento, le ruotiamo spessissmo.  E solitamente proponiamo birre che non si trovano in fusto, quindi molto ricercate. Inoltre da qualche tempo proponiamo anche una selezione di vini senza solfiti, completamenti naturali.

Perché Macerata? Ho scelto Macerata perché la vedevo (e la vedo) come una città viva e a misura d’uomo. Sono salito in avanscoperta il 2 settembre 2015 con la mia fidanzata Virginia, ci siamo dati da fare da subito, ci siamo trasferiti,  per poi aprire il 2 luglio 2016. Volevo un terreno non dico inesplorato visto che ormai la birra artigianale si trova dapperuttto, ma dove non ci fosse una birroteca in senso stretto come siamo noi. Sono parecchi i locali che propongono birra di qualtià ma essendo un prodotto vivo e delicato, non devi solo venderlo e spillarlo ma anche conservarlo…  Magari trovi la stessa birra in pizzeria … non non conservata bene. Occorre conoscere l’impianto, ogni birra ha una pressione di gas particolare, ogni tipologia di birra ha il suo bicchiere e la sua spillatura. Ti faccio un esempio: se arriva un cliente che chiede la classica bionda tedesca, ma poco gasata, il bravo publican deve saper togliere il gas per soddisfare il cliente. Per saperne occorre studiare, per arrivare a queste competenze occorre fare corsi e degustazioni, che accompagnati dalla passione mi hanno portato fin qua. In  questo percorso devo ringranziare il mio socio Danny Nocco, che gestisce il Beer Bang di Teramo. Il suo locale è piu piccolo, ha saputo coniugare un’ottima posizione con la genialità di girare la spillatrice lato pubblico. Siamo amici da tempo, prima di diventare suo socio, ero il suo bevitore di punta! All’epoca mi occupavo di tutt’altro, lavoravo con i disabili e facevo il grafico freelance, ma soprattutto devo ringraziare la mia fidanzata, per me è stata il mio “socio” di punta, il mio faro e la mia forza e soprattutto un mano impareggiabile. Senza di lei il Beer Bang non sarebbe quello che è ora. 

Parlaci di Mc Food & Drink, l’associazione nata da poco che mette insieme molte realtà del centro storico. Siamo un bel gruppetto, ho trovato persone che senza questa occasione sarebbero stati solo “gestori tot” di “locale tot”, mentre ora sono “colleghi amici” con cui divertirsi insieme. Ad esempio al “Macerata Beer Fest & Halloweeb nigh” ce la siamo spassata, è stata un festa riuscita, migliorabile nei prossimi anni.

Come hai allestito il locale? Il locale si è arredato da solo,  le volte, il mattone, tutto era già perfetto! Abbiamo solo aggiunto un po’ rimmel su un bel viso.

Avete già dei live in programma per le prossime settimane? Sui live vogliamo fare un bel discorsetto, lo scorso anno ci siamo mossi in maniera pacata, già da settembre abbiamo intenstificato, a volte anche il sabato. Sono musicista e rockettaro però a me piace la musica a 360, nei prossimi live ascolterete selezioni su vinile di roots, rnb, drum’n’bass, rock psichedelico e cantautorato.

A che orari si anima il locale? Siamo aperti tutti i giorni dalle 18.00 alle 2.00, compresa la domenica, che si riempie spesso per seguire le partite di Serie A, così come per i martedi e i mercoledì di Champions. La punta è sempre dopo le 22.00 ma negli ultimi mesi sta aumentando la clientela che fa tappa da noi per l’aperitivo, sopratutto nel weekend. Stiamo studiando nuove formule, attendentevi sorprese.

Ora qualche domanda secca, a te e ai tuoi collaboratori Alessandro e Danilo. La vostra birra del cuore? Andrea: la mia birra del cuore non può che essere la nostra, la Beer Bang realizzata con Bibibir. Si tratta di un’ American Ipa che è nata dallo sporcarsi le mani, dal fare prove.  Non è solo mia per il nome, noi la facciamo veramente insieme, scegliamo tutto insieme, fino all’etichetta che cambia sempre …. L’ultima versione è brasata con luppoli Cryo, e un’ esplosione di aroma… Come birrificio del cuore ti dico invece “Casa di cura”.; Alessandro: Nessun dubbio. La Elvis Juice, birra IPA, con un irresistibile sensore di pompelmo. Danilo: Kriek de Ranke, una meravigliosa birra acida.

La tua industriale preferita? Riuscite ancora a berle ogni tanto o ormai il vostro palato le rifiuta?  AndreaA volte capita per necessità. L’ultima volta mi è capitata un’Heineken presa perché non c’era altro. E poi è sempre importante conoscere il nemico! Il risultato è stato  tipo acqua ossigenata in bocca :). Danilo: Alla Peroni non si rinuncia mai! Alessandro: Ho uno scheletro nell’armadio… non resisto alla Becker’s Pils dell’Eurospin!

Danilo, come è il capo? Andrea aka Don Luppolo è una persona buona, non un capo dittatore ma un pezzo di pane.  Il difetto è che un po’ ritardatario e che … gli piace troppo il luppolo 🙂

Chiudiamo chiedendovi un’aneddoto indimenticabile da raccontarci. Un grande classico è la gente che si addormenta felice sul bancone … Ma guarda, basta che dai uno sguardo alla “porta dei ricordi” per capire che ne sono successe di aneddoti da quando siamo aperti. Trovi ad esempio un gettone della Festa della Birra di Castellalto e una chiave spezzata di una ragazza rimasta con “mezza chiave in mano” mentre apriva la porta di casa! Poi ci sono disegni improvvisati che raccontano altre mille storie.

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